Cappadocia: quando l'irreale diventa tangibile

25 ott 2018  |   di: Oriana  |    commenti (0)

Avevo sentito parlare della Cappadocia a scuola, quando studiavo geografia turistica. Grotte di tufo antichissime, case e chiese rupestri in un territorio vicino, ma così diverso dal nostro. 

Castello e case rupestri nei dintorni di Goreme, Cappadocia - Turchia

Non sapevo che cosa aspettarmi al mio arrivo in terra turca. A dire il vero, un assaggio lo avevo avuto nella capitale, crocevia di culture, poesia d’Oriente, meraviglia senza riserve. Giunti a destinazione, ci siamo ritrovati con le chiavi della macchina a noleggio in mano, un’auto e la strada davanti a noi.

Aveva da poco nevicato: ai lati, ancora ammucchiati, fiocchi diventati ghiaccio. Attorno a noi nessun turista. 

Panoramica sulla Cappadocia in Turchia

Almeno una volta nella vita sarà capitato anche a voi di avere la quasi certezza che una certa cosa vi sarebbe piaciuta prima di farla. Che vi sareste innamorati di qualcuno con cui eravate usciti solo una volta, che avreste apprezzato una pietanza prima ancora di assaggiarla, che quella canzone sentita alla radio sarebbe diventata il vostro tormentone. Con la Cappadocia per me è stato così: me ne sono innamorata dal primo istante in cui abbiamo messo in moto la macchina e siamo partiti.

Indimenticabile resta il momento in cui siamo arrivati nella valle di Goreme. Inghiottita da una città costruita interamente nella roccia, mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo assorbita da sensazioni contrastanti. Fascino, ma allo stesso tempo timore delle asperità che una terra così arida mi trasmetteva. Un’aridità dovuta alla sua conformazione e situazione geografica, che nulla aveva a che fare con il suo cuore e quello della gente che vi abita. Scoprivo la sua anima immensa, profonda e gioviale; un cuore che condivideva tutta la sua passione. 

Urgurp, uno dei posti in cui hanno girato Star Wars

Se mi si chiedessero oggi che cos’è la Cappadocia per me, non avrei dubbi su cosa rispondere. Il paesaggio è a tratti così bello che sembra finto. Irreali le case, artefatte le chiese, posticci i luoghi. Una messinscena della realtà da sembrare un simulacro della stessa. Un paradosso così incredibile da essere invece reale, da ribaltare ogni pensiero logico per riscoprire che il senso del bello non è nella linearità, ma nella sua inspiegabile magia.

Aggiornato il: 25 ott 2018
Presente in: Cappadocia, Pensieri a bordo strada Tags:

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